Spite Extreme Wing
Album • 2004
"Non abbiamo o mai altro valore se non quello del nostro sangue da versare; Non possiamo essere misurati se non a livello del suolo conquiso. Ecco l'alba, o compagni, ecco la diana; e fra poco sarà l'aurora. Abbracciamoci e prendiamo commiato. Quel che abbiamo fattp è fatto. Ora bisogna che ci separiamo e poi ci ritroviamo. Il nostro Dio ci conceda di ritrovarci, o vivi o morti, in un luogo di luce". [25/5/1915 - Gabriele d'Annunzio]
Submitted by VladTheImpaler666 — Apr 26, 2025
Marcio da solo perchè d'altro uomo passi non seguo, ma guardo lontano: oltre il muro che è il falso limite del vero. Attraggo corpi le cui menti son sole nel liberalismo nero. Come me: individui assoluti che gridano: "Vincere!" Uniamoci! Sognatori dal superbo spirito altero. Avanziamo! Noi: orgogli uniti dal filo spinato! Legione dove ogniun di se è il più fiero! "NON DVCOR, DVCO!" Griderà il condottiero, che non è uno e non è più solo! Ora, uniti, l'ordine diventa: "Avanti si vada!" Spiriti arditi coesi dal miracolo d'un sogno leso. Capitano è chi agisce insieme col pensiero. Combattere! Il vento s'è alzato, lo scontro è iniziato! Legione dove ogniun tien alto il ferro! "NON DVCOR, DVCO!" Grideran i condottieri: "Eia, carne del Carnaro Alalà!" Sfondate I limiti del debole nell'osare! celebrata è la cerimonia solenne della "Santa Entrata". "Hic manebimus optime", il motto fa paura a chi è stato fermo. Né più fedele sarà l'uomo forte prima incatenato. Legione dove ogniun insorge e risorge. "NON DVCOR, DVCO!" Grideran i condottieri: "Morir ma non rinunziare!" "Tutto fu ambito e tutto fu tentato. Ah perché non è infinito come il desiderio, il potere umano?" Così è finito il sogno fiumano. "NON DVCOR, DVCO!" Gridiamo ancora Noi, per ricordare e per agire!
Submitted by BloodShrine — Apr 26, 2025
Mira: la vetta è vicina innanzi a te. Ecco: (la) via pel raggiungimento di sé. Guarda sotto il tuo stivale cosa c'è: nebbia, rovine e piccoli esseri. Ora sei libero da quel mondo che, morto, voleva uccidere anche te! Mai più berrai dalla loro fonte impura. Dimentica la loro infamia che eterna dura! Ora schiaccerai crani vuoti senza che sogni di coscienza si rivoltino nella notte. Dormi, aquila e serpente sono qui con te. Vedi? Al di sopra non vi è più niente. Mai più vorrai compagnia umana. Dimentica il volgo per l'immateria arcana! Guarda: con la vetta hai raggiunto l'Essere. Grida il (tuo) dominio sulla creatura ignara! Ora sei vento, nebbia e frana che muove l'assurda e vil natura umana! Mai più avrai occhi ciechi d'uomo. Dimentica!
Submitted by Morgoth — Apr 26, 2025
Giunsi sì sulla più alta cima, tra arcane nubi e incontaminati cieli. Guardai dalla Torre di Babele e vidi regni d'oro e imperi d'avorio, re di pietra su eterni troni dello spirito, immortali faraoni con occhi d'abisso. Allungai allora una mano per cogliere, inglobare in me il divino infinito. Cercai sì di chiudere nel palmo Il Tutto, possederlo, per diventar io stesso Dio. Per questo solo ero giunto fin lì. Per questo solo ho dimenticato gli uomini. Ma ecco che caddi, precipitando lesto, tornando alle rovine dalle quali ero scappato, credetti sì di essere solo un uomo. Solo un uomo: debole carne. Ma ora comprendo: ho eretto la torre per guardar dentro di me. La torre è il Dio, che non mi vuole svelare l'arcano di questo infinito Che già, lo sento, mi appartiene. Dio è silenzio! Ma ora conosco la Via: più alto della Torre volerò, e con un soffio questa crollerà, al battito d'ali di spirito. Sulle sue rovine nasceranno templi, culti e pianti, allora io riderò perché del mondo degli uomini parte più non sarò. Dio è silenzio!
Submitted by NecroLord — Apr 26, 2025
[Questo brano strumentale musica la passeggiata di J. Evola per le strade di Vienna durante un Bombardamento nell'aprile del 1945. Sbalzato da uno spostamento d'aria riporta una lesione al Midollo spinale che gli provoca una paralisi definitiva degli arti inferiori "Il fatto non fu privo di relazione con la norma, da me già da tempo seguita, di non schivare Anzi di cercare i pericoli nel senso di un tacito interrogare la sorte" "... Forse si tratta di dèi che han fatto pesare un po' troppo la mano, nel mio scherzare con loro" J. Evola La seconda parte del brano contiene tracce di psicofonia... "I morti chiamano i vivi che ancora hanno orecchie per udire".]
Submitted by Morgoth — Feb 08, 2026
Vedo vento, pulviscolo e rovina Al tramonto incolore dell'uomo e del suo Dio. Decaduto è il desiderio di Trascendenza, contaminato da un deserto di rovine. Creature vagano con visi vuoti Strisciando lente come vermi, illusi d'essere i padroni di un mondo di materia vile. L'uomo e il suo tramonto. Dio e il suo tramonto Ma c'è chi ride folle perché già sa, chi ha visto il sole calare e Dio morire, chi vedeva il vero perché questo ardiva, chi già sapeva la fine vicina. Vili increduli innanzi alla furia del Dio che calpesta l'ultima rovina. L'uomo inghiottito dal primordiale artiglio del Dio risorto per l'ultimo colpo. L'uomo e il suo tramonto. L'Europa e il suo tramonto.
Submitted by Morgoth — Apr 26, 2025
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