De Desolatione
Invisibili rintocchi, strane odi presagiscono, sua nicchia, la carne in necrosi aspetta, decomponendosi abiurando, la mortalita' della vita, il nefasto antro, muta abitando; Alito di Terra, nel vuoto si leva, impregnando di insensate effigi il marmo, empie voci fan tremare il celato, istigando la nequizia, latente nei loro sensi; Innalzandosi acre l'odore, cui il cielo dipinge, anelito, che vive della morte cibandosi, trama che sorregge le stelle, si liquefa col freddo respiro, eclissando di realta' surreali bagliori; Adito dando, della Terra il feticismo, flebile di questi luoghi, la moralita', il santo si flette alla lussuria della carne, muto decomponendosi, l'elogio funebre avverte
Submitted by Nargaroth — Jun 18, 2026
Scivolano tuoni, dal ventre di grigie nubi, dalle pendici di un'altura, gettandosi spinte dal vento foglie morte, leggero il taglio, che lacera il cielo, precipitano goccie, di un eterno pianto; Mormora la terra, quando il cielo lacrima, con sua la voce, fatta di silenzio, mormurat terra, fleat cum caelum, voce sua, facta silentii; Bagliori mescolano, se stessi nel cupo della notte, sospiri legano, della luna le ombre figlie, di nebbia corde, curvi rami abbracciano, grattando il ghiaccio, quando il freddo le possiede; Di fredda una luce, il chinarsi, l'animo rendendo, in un futuro prossimo gia' morto, spegnersi di gemiti, nel buio che mai dorme, d'ululato il lupo, l'estinguersi.
Submitted by Nargaroth — Jun 18, 2026
Silenzii senza nome, nella vacuita' dell'esistere, obliata sua la voce, in orizzonti senza fine, ricordi, pensieri di una luce ormai lontana, spenta dal riflesso, di una luna ormai morta; Secco il cuore, al batter del vento si sgretola, quel soffiare spazza, nel vuoto sua la polvere, di nulla il senso, se l'oblio ne e' la casa, attonito il futuro, accorgendosi di esser morto; D'ombra veli, carezzano di polvere l'essenza, freddi i resti, di pallidi passati inverni, secche spoglie si posano su inumiditi prati, sgretolandosi svanendo, nell'esteso dimenticate; Gocciolano lamenti, di una lacrima mai nata, precarieta' trasuda, nell'assenza dell'esistere, monotamente lesiona, di coltre suo il biancore, ove una luce sboccia, nel profondo gia' appassita; In perpetum mori...
Submitted by Nargaroth — Jun 18, 2026
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Brulica il sentiero, di bianco senza ombre, in gabbie di rami e foglie, il malanimo guarda, accompagnato dal vento, un mormorare nella notte, lapidi di pietra, prendon vita in notti senza luna; Incrinata la via, da funeree vesti coperta, inquieta la luce, da mani erette filtrata, un passo dopo un altro, divorando se stesso, il tremito sale, spinto della morte il richiamo; Batter di cuori, sulla cima di un monte, gelido il soffio, dopo un risveglio di luce, scrutano gli occhi, il cimitero in cui si abita, ove un morto passeggia, in compagnia di una fiamma; Il piegarsi di alberi, mentre il passato spia, contro la luce, di un occhio senza pupille, corrono le ombre, dalla vita impaurite, appese ad un ramo, il batter dei cuori salutano.
Submitted by Nargaroth — Jun 18, 2026
Buio dei boschi, da innaturale silenzio sopito, dorme il vento, entro avvizziti tronchi, quando bianca una coltre, ritorna alla terra, affievolisce il bagliore, di coperti orizzonti; Urla dalla pietra, del vento il sonno risvegliano, volti nella roccia, risalgon del tempo le insenature, il suolo rigetta, antiche radici, accasciato un albero, della morte i rintocchi suonando; Pulsa la terra, del suo stesso richiamo, gelo portando, della luna di sangue il rossore, dallo scuro scrutano, della foresta gli occhi, inaspettata l'attesa, nell'incrociarsi di sguardi; Basso il soffio, di un lungo sopsiro, un crescendo di occhi, sul manto della terra, l'insinuarsi di radici, scoscesi sentieri aprono, sempre piu' profonde, fosse di consumati passi; Della cortina il velo, lento l'aprirsi, riaffiorano volti, di tempi passati, di un albero la voce, dolori pregni, ingoiando se stessi, della foresta gli occhi; Della foresta gli occhi...
Submitted by Nargaroth — Jun 18, 2026