Cripple Bastards
Album • 2018
Nutrito, assecondato, plagiato sfruttato, indotto a spendere, liquidato Un braccio si stende - la croce ha su un nome il conforto di chi hai voluto vicino ciclo chiuso – spreco di vita come tanti
Submitted by Cyberwaste — Apr 26, 2025
Forza inversa al destino come grida tra frequenze disturbate irrompe sulle rovine che hai disperso per schiantarsi sul dolore altrui Forza inversa al destino da sequenze di fotogrammi slegati si incendia di inesauribile rabbia non coinvolto dalla tua superficialità È una lama temprata sull’indifferenza affettiva si accanisce tra le falle del tuo plagio alla vita “faccia a faccia come gestisci le pause..” sei un’ennesima esasperazione del vago ne evidenzi l’aspetto più triste, in un dominio di vittorie sul nulla sei un eroe ma pur sempre per sbaglio.. Per chi dice mai come voi ma alla fine è uguale a tanti per chi nasconde conformismo dietro l’ennesimo personaggio per chi non starà mai in piedi se non grazie ad un atteggiamento e sprofonda nel senso comune di protezione del normale, un incudine di reazioni assoggettate alla via di mezzo. Quando entra in campo il possesso tra personalità di facciata quando la noia collettiva abbassa al rango di pretesto ogni istinto senti l’eco della fine crescere da dentro, sta a te allontanarlo ti insegna che il perdono è dei deboli – in tempi spenti che tradiscono mai retrocedere ad un punto vulnerabile, mai lasciar passare ..e non ti femare. Forza inversa al destino come incubo di ossessività radicata un raggio di cenere che ti distorce il volto la costante che non ci avvicinerà mai (x2)
Submitted by NecroGod — Apr 26, 2025
Da un quartiere abbandonato intersezione di vie sconnesse, freddo innaturale tra attività fallite e passanti casuali che si evitano quale senso di appartenenza non bastano ricordi di tempi migliori per sentirsi padroni, resta il semplice fatto che non voglio vederti qui al di là delle origini una semplice sensazione: hai una ragione in meno di me per esserci. Devi andartene o morire. Tra le griglie delle loro finestre la libertà è lontana come se avessi sognato per tutta una vita, ora al risveglio è chiaro, questo è il mio paese ma non c’è più la mia gente. Una campana scandisce il panico tra cimiteri distrutti, case dilaniate un artiglio straniero dà indicazioni, ci tiene sotto inquadratura vuol strappare fino l’ultima moneta al più povero perforare il suolo per tormentare le ossa dei miei antenati, rivendere i resti dei miei santi. É un’accusa promossa a giudice.. “lascia che si scannino” non c’è più niente per me, nessuna frase che possa esprimere dolore, solo una specie estinta che sopravvive attraverso gesta di entità mai sconfitte che si rialzano nonostante le ferite. Penso a chi è realmente stato invaso a chi ancora oggi dice “nessuno può sapere cosa porterà il vento” guardando le macerie di secoli abbattuti sotto il mio cielo impugno il suo rancore fosse anche l’ultimo stagno disidratato da noia e stanchezza indotta ha alle radici qualcosa che neanche puoi avvertire e la sua ultima lacrima invoca..: qui il tuo momento non arriverà mai. PS: Al ritorno ti aspetto sul ponte per vedere chi passerà alla fine se necessario il sangue chiuderà la storia.
Submitted by Sexy Gargoyle — Apr 26, 2025
Morti che nessuno sotterra prove per un nuovo stadio di sopruso la merda di un consumatore medio il flusso che dirotta ogni nostro passo nel vuoto Quel che ci resta è desolazione ma non ha senso rendersene conto è il peso della sopravvivenza quanto spendi / quanto puoi costare sei più un vantaggio ridotto in malattia o come leva per il controllo su altri.. assorbito dalla monotonia di una parte o logorato nella massa dei sempre più soli. Qualsiasi ruolo hai non ti riscatterà mai Non li vedi sono mani che si contorcono tra gli scaffali di un punto di spreco colonne ferme che intasano / anche senza un motivo / “la giornata di uscita” svaniti nella proiezione sociale di un ego sempre più piccolo vacuo nei ricordi istantanee di aggregazione come brandelli che non si distinguono, in un carnaio ormai senza più età ..”brandelli che non si distinguono” sotto un tir che falcia a zigzag volti, ossa e sangue che si fondono all’insegna di moventi incomprensibili Qualsiasi ruolo hai non ti riscatterà mai
Submitted by NecroLord — Apr 26, 2025
Braccato da moderni appestati, piaga stagnante nel suo grigio annacquato mi incolli alle spalle un marchio sempre più scarno quanto mai distante dalla sua storia attribuita. Già assemblato, una mappa ripercorsa.. atterrito da un passato di cui sarai sempre colpevole tra chi deambula nell’inefficienza del rancore altrui a chi emula martiri che avrebbero solo respinto una giustizia così piatta, semplificata. Resta tra i miei simboli - l’ultima voragine per darti un tono, per riassemblare una frattura troppo composta per concederti un altro passo.
Submitted by MetalElf — Apr 26, 2025
La porta dietro una relazione al termine ogni frangente interminabile quando tutto inizia a ribaltarsi “avrei voluto che fossi tu a morire” quando la sintonia evapora nel fastidio progetti comuni deragliano sull’inganno (x2) Dal punto in cui sei ora non ti sottrai è il contrappasso per quanto hai scalato per raggiungere un picco di tregua di fronte all’incapacità di affrontare te stesso dal punto in cui sei ora non ti sottrai la felicità non arriva mai tramite un altro Risponde piangendo perché in te avverte solo più tonalità spettrali Si muove evitandoti perché adesso ogni tua attenzione risuona come un gesto forzato Avete deciso di stare insieme ma questo non include il sentirti parlare. Non vale neanche più sfoggiare quello che chiavi siete due zavorre ancorate che colano a fondo.. Non hai più una vita l’ha annientata lei e forse tra non molto la annienterà di più allontanandosi da te Non hai più una vita e non puoi immaginare quanto freddo faccia lì perché non uscirai mai.. La porta dietro svela personalità offuscate involute ad organismi ospiti provvisori niente è più come all’inizio siete solo migliorati nell’escludervi a vicenda.
Submitted by Celtic Frost — Apr 26, 2025
Un momento come un altro da assoggettato a passivo dove non conta come ti senti ma il gusto di essere stato seguito. Un’altra bottiglia senza messaggi in un fiume di disperazione affonda e non si chiede chi l’abbia spinta fin lì Sarai un protagonista ma sempre sotto ricatto.. per un segnale direzionato è superfluo l’istinto c’è chi procede, con o senza di te. Chiusura forzata chi non percepisce il peso del compromesso chi non ha spunti se non citazioni chi non si esprime se non di riflesso Chiusura forzata quando ti alzi e non hai nulla da creare non trovi stacchi tra lucidità e anemia alla deriva su un parallelo sedentario.. Non vedi a chi fa comodo averti ridotto così non sai che demotivato coincide ad innocuo. Può andare bene se accetti un carcere esterno dove sei a portata di tutti, e anche l’ultimo perdente ha voce in capitolo per lapidarti o agevolare la tua prostrazione. Può andare bene se dai per scontato che chiunque possa prendersi un pezzo di te.. È inutile che ci ripensi adesso, muori senza capire perché. Un momento come un altro nella spersonalizzazione abbattuto o entusiasta sarai sempre confinato..
Submitted by Lake of Tears — Apr 26, 2025
Dove entra il coltello si apre un mondo che non puoi precludere con altre scuse una pietra lascia il cuore, effetto lacrime su carta “non importa se stai mentendo autoconvinciti del tutto che questa è la verità e nega fino all’ultimo a prova contraria”. Ricordo quando me l’hai detto è un quadro che non si schioda dalla mente dove entra il coltello non lo rimargini con altre scuse.
Submitted by Sexy Gargoyle — Apr 26, 2025
Estranea, fuori dai miei confini qualsiasi valore io rispetti un cesso senza fondo su una cornice di inganni da cui affiora lo squallore del tuo ego Domina su qualità inesistenti da un dirupo di miserie ben celate dove solo chi avanza calpestando alla cieca attrae.. Estranea, non conti un cazzo neanche un potenziale nemico.. qui non la spunta chi sa vendersi meglio, non regge la messa in scena. Estranea, nata in un paese in cui non hai mai messo piede. Estranea. Inutile come il farmaco più blando davanti a un’aggressione pandemica la tua determinazione si spezza alla prima raffica perché non ha mai avuto radici si è sempre districata avvinghiandosi ad una controparte ancora più debole. Nata in un paese in cui non hai mai messo piede. Pretesti da luogo comune, visibilità sociale, strategie di aggregazione.. qui non c’è attenuante a frenarmi dal sognare ogni dettaglio della tua morte sperare che qualcuno faccia a pezzi la tua famiglia uno a uno, partendo dal più piccolo.
Submitted by Corpse Grinder — Apr 26, 2025
È un rituale sofferto frasi incollate dal vissuto altrui quel che hai scelto di esporre al mondo per celebrare ciò che non sarai mai Così muore il talento la qualità della persona che hai perso nell’urgenza di un altro commento a un numero di consensi aumentati derivato da sangue sbiadito che opinioni non ne ha mai forgiate una progenie di aborti dissociati… Ti osservo, ci passiamo attraverso sei già altrove a metà risposta, ci passiamo attraverso selezioni discorsi ma non sei in grado di fissarli mi chiedo quanta autostima sia stata in grado di infonderti la fogna che ti ha rigurgitato quanto realizzi di essere ai margini del superfluo, se soffri senza una finestra da cui proclamare ciclicamente la tua monotona perdita di impulsi.. (x2) DENTRO AD OGNI PERCORSO COPIATO CHI HA PERSO E CHI CI HA SEMPRE MARCIATO Da quanto tempo non ti accorgi di essere fermo di tirare avanti solo col loro additivo su un dormiveglia di stimoli dettati COSI’ MUORE IL TALENTO DI CHI SI TRASCINA A CIRCUITO SPENTO…
Submitted by NecroLord — Apr 26, 2025
È l’impatto dei nervi e non si alleggerirà mai mi corrode da dentro ma mette in luce cosa sei Una vetrata dopo anni di gelo non sai in che giorno può crollare né quanto a fondo può sfregiare… Da qui nessun ricordo è nitido senza sofferenza in controfase con il ritmo della tua indolenza, non accetta quiete chi ha sempre corso dentro la tensione non ha valori se non la ripercussione. Reagisco a oltranza sui tempi morti del pregiudizio reagisco a oltranza, mi accanisco. Questi sono i miei nervi e non li adeguerò mai un gioco ridotto a due mosse aggredire o evitare ma lasciar perdere oggi è solo farsi calpestare torno all’ultima sequenza ti affronto.
Submitted by NecroLord — Apr 26, 2025
Ancora una volta lasci che decida un altro ricadi sugli stessi schemi corpo inerte una frase ad effetto seguita da risate afflitte tutto qui. Nella solita foto a fianco a chi conta sei l’intruso sbiadito di nuovo apparenza - mai te stesso non hai intento né radici quale solco puoi aver tracciato Ti dissolvi nell’inconsistenza coltivi passioni in cui non riesci a credere spossato da dipendenze mai affrontate. C’è chi si scorda della tua simpatia di ripiego alla prova con l’impatto del tempo conti quanto spazzatura indifferenziata Hai guardato dietro una tenda che per quelli come te non doveva esistere e hai preferito restare ibernato. Ancora una volta lasci che ci pensi un altro ripieghi sulla prossima moda sguardo neutro deriso dalle tue sconfitte.
Submitted by johnmansley — Apr 26, 2025
Schiavo della condivisione
Submitted by johnmansley — Apr 26, 2025
Predisposto ad intossicarsi di ferite nel subconscio
Submitted by johnmansley — Apr 26, 2025
L’unicità dei dettagli su un’espressione martoriata innalza l’adorazione per chi si sottomette alla rinuncia
Submitted by Lake of Tears — Apr 26, 2025
- DISPLASIA GOVERNATIVA Chi è contro chi. - L’ASSENSO NON HA VOCE Una qualsiasi rappresentazione di apatia, satura - nebbiosa – provinciale. - LA PAGINA CHE SOPPRIME Sostenuti dai delitti che disegnavano nella foschia. - FINZIONE SOVRANA Alla radice di un furto pubblico imperniato sulla lentezza si confonde la spontaneità dell’obbedienza più infelice. - LEGAMI IMPERSONALI Tecniche di strangolamento individuale. - SGOMBERO DI FERITI Dalle trame più subdole dell’inverno spalancati alla logica che li anima. - UOMINI NON CRONACHE DI COMPASSIONE Arso vivo a fiamma ossidrica come sanzione per quel taglio malinconico. - IL GUSTO DI ALLORA Nel raccontarsi, nelle dipendenze, nell’afferrare paradossi e rimetterli in riga. Il gusto di allora spiega quanta fantasia è deflussa da chi è nato a giochi fatti. - PERIFERICHE Tratteggiare l’istante della separazione minando le responsabilità di ruolo. - IMPARA A MORIRE Estetica di concentramento – eroi della depressione impara a morire senza personalità. - PERCEPIRE OGNI ESPEDIENTE Copia e incolla di lineamenti appagati su un sudario sanguinante di disperazione. - RIDOTTO-GENTE-LARVE Quando la solita urgenza ad esternare si congiunge a quello che non ti arriva più al cuore. - IL TRIONFO DEGLI INUTILI La vostra condotta si riduce a una striscia. - TRAFFICO SUGGESTIONATO Resti di cantieri implosi su una dominazione benestante. - AVANZO O SCARTO Chi è rinchiuso non fa distinzioni. - TORMENTO A RAPIDA EVOLUZIONE Lavoro per ottimizzare la qualità della vita residua. - ALLUCINAZIONI DI MASSA Campionario di squallore normale. - VITA DA CONTROFIGURA Accantonata. - INTRAMURALE Ha ancora molto da dirti, dilaniato da semplici commenti.
Submitted by Iron_Wraith — Apr 26, 2025
Di fronte ai tuoi limiti accogli nel buio un male silente che divora dall’interno ed è già irreversibile se la prima striscia di sangue si coagula in paura. Non lo comprendi dai margine al guardiano che ti ha sempre bloccato.. la solitudine allo specchio evidenzia quello che sei. La dose che tolleri ogni giorno significa restare in controllo non guardare il nemico negli occhi strisciargli appresso da servo umiliato. Se passi in difesa qualsiasi sbaglio ti incombe addosso, presenze altalenanti che non ti hanno mai ascoltato consuetudini che sminuiscono il tuo tempo.. Quando quello che ingerisci si altera in veleno sei tu a dare il verso al rasoio che impugni e determinare la tinta dei sogni che ti aspettano. Vorrei insegnarti a gridare verso lo stesso muro a sfinimento finché quello che una volta ci tornava indietro non sorpassi le barriere che oscurano il cielo. Gridare allo stesso muro finché l’urlo non torni più indietro.
Submitted by Nargaroth — Apr 26, 2025
[Per chi non ha più un figlio vivo ma aspetta in piedi fino all’ultimo tendine spezzato] Quanto sai scuoterti da dentro in un abisso che sommerge ogni speranza ripartire dalle macerie più lontane.. cosa riesci a discernere tra rumori assordanti Guarda che fine fa chi ha paura di morire sempre in sospeso, sempre insoddisfatto prendilo da esempio, lanciati in contromano Sono sogni che hai abbracciato ma non puoi tornare indietro perché non li rivedrai mai.. (x2) basta il ricordo di quanto sappiamo costruire per riportarci in linea d’attacco all’infinito si chiama immortalità all’indietro qui la volontà è ancorata alle fondamenta e il primo grado è mai bruciare per qualcun altro. C’è un posto dove ci rivedremo ancora per parlare di cosa ci ha abbattuto così se il peso di fattori esterni o il deterioramento dei nostri punti deboli è il posto dove ci affronteremo all’infinito come amici temprati dalla morte [resta con me] qui dove l’aria trattiene ogni istante [nel mare interno] di quello che sappiamo trasmettere [resta con me] qui dove l’onda sfida la roccia con la determinazione di quando piegavamo ogni sguardo RESTA CON ME NEL MARE INTERNO Se lo attraversi di notte da ogni flutto riecheggia la supremazia del nostro astio contro chi prende la vita per come viene chi ripiega sulle apparenze Spiriti guida mai caratteri soggiogati spiriti guida mai sconfitte incassate spiriti guida per radere al suolo terre riconquistate.
Submitted by Grave666 — Apr 26, 2025
← Go back to Cripple Bastards